IL LUPO

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DIREZIONE   nord

ELEMENTI                             terra, montagne, cielo

TRATTI                                 lealtà,amicizia, cacciatore efficiente

ASSOCIAZIONI       creazione, morte, vita dopo la morte e rinascita,caccia e guerra,insegnante,

esploratore, caos, cooperazione e coraggio.

POTERI

Anche se incompreso, il lupo insegna la fiducia in se stessi,

allo stesso modo la concezione del lupo come una creatura selvaggia e crudele, è sbagliata: Le sue caratteristiche sono piuttosto la velocità, la saggezza la solidarietà, e il suo potere dovrebbe essere invocato quando si ha bisogno di questi attributi, in un periodo di stress e competizione, trasmette infatti all’ individuo, il coraggio e la resistenza per fronteggiare problemi e ostacoli. permette di scoprire la verità e di individuare e isolare i punti deboli di ogni persona, schema o piano.

il LUPO NEL SOGNO :
anticamente il lupo ha rappresentato per molte popolazioni il coraggio e la forza, ma in seguito le storie dei lupi predatori che per fame assalivano le greggi, e le leggende di lupi mannari, e fiabe come quelle di cappuccetto rosso, gli hanno dato dei connotati di un animale crudele, famelico, lussurioso, e tale è diventato, anche nei sogni femminili, dove raffigura il maschio brutale ed esigente.
– quando è branco, denota una visione.. nel complesso negativa, della società.
– i lupi docili e mansueti, sono sempre una rappresentazione del sesso forte, visto però sotto un aspetto positivo.
– la lupa, ha una connotazione buona, e si riferisce soprattutto all’immagine di una donna materna.

PER CHI VUOLE SAPERNE DI PIù: 
la credenza dei lupi mannari era diffusa in Europa fin dall’antichità; queste storie, riflettono con ogni probabilità, la paura sempre presente, che nell’uomo, possa prevalere la parte animalesca. Nel medioevo si credeva che gli stregoni si recassero ai sabba vestiti con una pelle di lupo.. anche queste leggende, hanno contribuito a dare al lupo i connotati malefici e negativi. Le fauci aperte del lupo, rappresentavano la bocca dell’inferno. certe popolazioni, vedevano nel lupo una forza guerriera, un ardore combattivo, soprattutto presso gli Nativi americani ciò contribuì a diffondere appellativi come… “lupo solitario”.

 

LA CIVETTA

 

 

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Tutti i dettagli sul simbolismo animale della Civetta e dei suoi significati attraverso i secoli, i popoli, le culture, le superstizioni e l’esoterismo.

(Athene noctua), il noto rapace notturno appartenente alla famiglia degli Strigidae.

Dopo l’avvoltoio e il corvo, conosceremo così un altro uccello dalla fama controversa, spesso associato tanto a situazioni positive quanto negative.

La civetta è simbolo della saggezza, della sapienza ancestrale ma che, a causa delle sue abitudini notturne, ha assunto nella cultura popolare accezioni negative legate all’ oscurità e al diavolo.

Atena, la dea greca della sapienza, veniva rappresentata con una civetta (o un gufo) appollaiata su una spalla.

Per altre culture, però, la civetta era un simbolo di negatività e di malasorte: presso gli Egizi si credeva che il verso della civetta profetizzasse la morte e rappresentava la notte e l’oscurità, gli Aztechi l’associavano al dio dell’oltretomba, per i Romani simboleggiava la morte, nella cultura cinese era associata al dio del tuono, in quella giapponese era considerata portatrice di fame e di malattie.

In altre culture si attribuiva alla civetta un significato differente a seconda del periodo del giorno nel quale faceva la sua comparsa: se questa avveniva di giorno indicava morte e disgrazie in arrivo, ma se avveniva di notte era a tutti gli effetti un presagio di buona fortuna.

Durante il periodo medievale la civetta fu associata alla stregoneria: era credenza diffusa che le streghe si servissero di questi uccelli (considerati loro demoni, come il gatto) per realizzare malvagi sortilegi.

Le streghe pare avessero la capacità di trasformarsi in civette per girare indisturbate la notte in cerca di erbe velenose, per spiare le persone, per cacciare animali (soprattutto topi, rospi e pipistrelli) che sarebbero serviti loro per realizzare diabolici filtri.

Alcune parti del corpo delle civette, come ad esempio le piume, il cuore, le zampe, le ossa e gli occhi, venivano usate dalle streghe (e non solo) come potenti amuleti e talismani.

Addirittura, in magia nera, c’è che ne imbalsamava il corpo intero.

Nei dipinti dell’ eccentrico artista olandese del 1400 Hieronymus Bosch, soprattutto nelle opere Nave dei folli e Trittico del carro di fieno, la civetta compare di frequente anche se non viene mai rappresentata in primo piano: essa ha un’accezione ambigua, ma sempre legata ai demoni.

Lilith, demone femminile che nella tradizione e nel mito ebraico era considerata l’originaria sposa di Adamo e che, assieme ad altri due demoni, sedusse gli angeli caduti Azael (Azazel) e Shemhazai, veniva rappresentata come una civetta.

Nel celebre trattato di demonologia Dictionnaire Infernal di J.A.S. Collin de Plancy (Parigi 1818), il demone Aamon, marchese infernale che governa quaranta legioni infernali e servo di Astaroth secondo il grimoire Ars Goetia, è raffigurato come un essere antropomorfo con testa di civetta, zampe di lupo coda di serpente.

fonte SITO.. TELA NERA

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Il Gufo…

DIREZIONI sud nord est

ELEMENTO aria

TRATTI

volo notturno, visione notturna, furtività e radar uditivo

ASSOCIAZIONI Luna, telepatia, visione interiore, magia saggezza,

onestà,bugia e falsità, oscurità morte

DEE   ATHENA,(greca) DIANA (romana)

POTERI

Può essere invocato per  guardare il mondo con gli occhi di un’ altra persona, ritrovare oggetti perduti.

Invocarlo significa agire con visione interiore e può essere chiamato nel momento in cui si ha bisogno di vedere nelle tenebre, sia a livello spirituale che fisico. Rende quindi in grado  di affrontare i problemi della vita.

IL GUFO NEI SOGNI

(di Caterina Kolosimo)
con i suoi grandi occhi gialli può vedere nelle tenebre, dunque, come la civetta, il gufo vi porta saggezza, intuizione, e l’aiuto di vedere chiaro nel profondo delle cose.

RICORDATE:
anticamente il gufo, con il suo aspetto triste e malinconico, era considerato uccello del malaugurio, ma nel corso del tempo questa concezione si è capovolta. Tuttavia, se il gufo non vi piace, sognarlo, può ridestare in voi le vecchie credenze, e suscitarvi però, cattivi presentimenti, che cercherete di neutralizzare con il pensiero positivo.

 

Il Culto dei Morti nell’ Antica Roma …

i  Lari (dal latino lar(es), “focolare”, derivato dall’etrusco lar, “padre”) sono figure della mitologia romana che rappresentano gli spiriti protettori degli antenati defunti che, secondo le tradizioni romane, vegliavano sul buon andamento della famiglia, della proprietà o delle attività in generale.

I Feralia erano festività dell’antica Roma dedicate ai morti[1]; corrispondevano all’ultimo giorno dei Parentalia e vi avevano luogo cerimonie pubbliche con offerte e sacrifici ai Mani[2] a nome di tutta la citt

Riti e tradizioni

I Feralia erano antiche festività pubbliche romane che si celebravano ogni anno il 21 febbraio, come si ricava da una lettera di Cicerone ad Attico[3]. Quel giorno segnava la fine dei Parentalia, un periodo di nove giorni (1321 febbraio) in onore dei defunti[4]. Come ricorda Ovidio nel secondo libro II dei Fasti, il termine «Feralia» era etimologicamente legato all’usanza di “portare” (in lingua latina: fero) doni ai morti. Nei Feralia infatti i cittadini romani recavano offerte alle tombe dei propri antenati defunti che consistevano nella consegna, sopra un vaso di argilla, di ghirlande di fiori, spighe di grano, un pizzico di sale, pane imbevuto nel vino e viole sciolte; erano permesse anche offerte supplementari, ma i morti erano placati solo con le offerte rituali[1][5]. Queste semplici offerte per i morti erano state introdotte nel Lazio forse da Enea, che aveva versato vino e violette sulla tomba di Anchise[6]. Ovidio narra che una volta in cui i Romani avevano trascurato di celebrare le Feralia perché impegnati in una guerra, gli spiriti dei defunti erano usciti dalle tombe, urlando e vagando per le strade rabbiosamente. Dopo questo episodio, erano stati prescritte cerimonie riparatrici e le orribili manifestazioni errano cessate[5].

Nel giorno delle Feralia, che pure non era considerato nefasto, i templi rimanevano chiusi, i magistrati non potevano indossare la toga pretesta e non venivano celebrati matrimonio

Ne parlano ampiamente, già altri siti, perciò vi lascio qui i link !! 😉

fonte 1 : Oltre magazine..

fonte 2 : Romano Impero

fonte 3 : Il Banchetto funerario romano…

fonte 4 : I Lari.. wikipedia

Sognare la Morte…

DAL LIBRO.. “INTERPRETA I TUOI SOGNI…” DI CATERINA KOLOSIMO…
SOGNARE LA MORTE

Un essere scheletrico.. avvolto da un mantello nero e munito di falce..
così immaginiamo la morte, e così, ce la raffigura l’arcano num. 13 dei tarocchi..
Potremo vederci inseguiti dalla morte o giocare con lei, come nel memorabile film. “il settimo sigillo” di Bergman. Da questi sogni ci sveglieremo sempre inquieti o sgomenti. e tuttavia, il senso generale esprime : CAMBIAMENTO, EVOLUZIONE, TRASFORMAZIONE… PASSAGGIO DA UN PERIODO DELLA VITA AD UN ALTRO..

IL CONSIGLIO…
valutate ciò che di positivo vi viene da questo sogno, in cui l’ordine della vostra vita è sovvertito..
se per esempio siete madri, e un vostro figlio si sposa… potrete sognare la morte, per rivelare la paura del distacco da vostro figlio.. ma questo matrimonio vi porterò la prospettiva d nipotini..e subito minor lavoro in casa senza il figlio.. per cui potrete finalmente cominciare a occuparvi di voi stesse e dei vostri interessi…

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SOGNARE il CIMITERO

Prima o poi capita a tutti di sognare il cimitero…
certamente nn è un bel sogno.. ma nemmeno annunciatore… come molti credono.. chiedetevi piuttosto se in questo periodo siete malinconici, stanchi o depressi.. forse la vostra vita vi appare vuota eo desolata come un cimitero… o forse siete reduci da una delusione sentimentale..

– Se entrate in un cimitero.. state entrano in una fase critica.. che vi fa sentire inutili e senza piu speranze, se ne uscite invece, state ritrovando la fiducia nella vita e nelle sue innumerevoli possibilità
– Se nel cimitero vi aggirate cercando tombe di parenti comparsi.. sappiate che questi sogni vi portano al passato… evocano ricordi e nostalgie, sono sintomo di rapporti irrisolti e sensi d colpa verso il trapassato, e possono inoltre esprimere il vostro bisogno di avere un consiglio, o un chiarimento, da chi nn cè piu..
– Se non trovate le tombe che cercate, chiedetevi se vi rifiutate accettare l’idea che quelle persone siano defunte.
RICORDATE…. Se nn andate mai al cimitero.. il sogno può attirare la vostra attenzione sul problema della morte, un problema che molti di noi rimuovono, ma più lo rimuoviamo, e più tende a presentarsi nei sogni.. POTRESTE Cominciare a visitare qualche volta un cimitero..
E cmq, sognare un cimitero, dopo un lutto recente, è assolutamente normale..!!

CONTINUA…

fonte Libro..

Caronte, l’usanza delle monete sugli occhi…

Nella religione greca e nella religione romana, Caronte (in greco Χάρων, “ferocia illuminata”) era il traghettatore dell’Ade. Come psicopompo trasportava i nuovi morti da una riva all’altra del fiume Acheronte,

ma solo se i loro cadaveri avevano ricevuto i rituali onori funebri (o, in un’altra versione, se disponevano di un obolo per pagare il viaggio); chi non li aveva ricevuti (o non aveva l’obolo) era costretto a errare in eterno senza pace tra le nebbie del fiume (o, secondo alcuni autori, per cento anni).

Nella Grecia antica vigeva la tradizione di mettere una moneta sotto la lingua del cadavere prima della sepoltura. La tradizione rimase viva in Grecia fino ad epoche abbastanza recenti ed è probabilmente di origine molto antica. Qualche autore sostiene che il prezzo era di due monete, sistemate sopra gli occhi del defunto o sotto la lingua.

Nessuna anima viva è mai stata trasportata dall’altra parte, con le sole eccezioni della dea Persefone, degli eroi Enea, Teseo, Piritoo e Ercole, Odisseo, del vate Orfeo, della sibilla cumana Deifobe, di Psyche, di San Paolo e di Dante Alighieri.

Caronte è figlio di Erebo e Notte.

Nella religione etrusca il suo corrispettivo è Charun.

interessantissimo.. non lo sapevo..

Il Culto dei Morti in Russia

Ci sono molte interpretazioni della morte nella tradizione popolare russa.

Può essere reversibile, e risiede a volte al di fuori del corpo.

E ‘anche strettamente legata al sonno.

Si ritiene che quando si dorme su può attraversare “l’ altro mondo” e tornare in vita.

Ci sono due tipi di morti.

Una persona che muore nella sua vecchiaia, circondato dalla famiglia è morto di una morte “buona”,

una morte che era “loro.” Loro partono quando Dio dice che dovrebbero.

Una persona che muore di una morte “cattiva”, o di una morte “non loro”, è morto troppo presto,

prima che Dio gli ha assegnato.  Queste persone potrebbero essere stati uccisi, suicidati, morti di malattia,

o in guerra. A causa della natura di queste morti la terra non li può accettare fino a quando il loro tempo arriva il che significa che non ricevono una degna sepoltura e talvolta non sono sepolti a tutti, ma coperti con pietre o bastoni. Russi attribuiscono ai morti, un buon raccolto, mentre l’attribuzione di tempeste,

siccità e altre forme di distruzione, di morti. “cattivi”

Riti funebri

Diversi i passaggi devono essere prese una volta una persona è morta così il loro corpo può essere interrato e la loro anima può viaggiare per il mondo “altro”. Il primo passo è il lavaggio del corpo.

In una cornice Dual-Faith (in cui l’Ortodossia e la tradizione popolare vengono combinati) questo rituale prepara il defunto per il suo incontro con Dio.

Fanno poi vestire tutto il corpo di bianco, abiti fatti a mano, Nel cristianesimo, il vestito bianco indossato dal cadavere rappresenta la pura vita del defunto promesso di vivere. solo se è stato battezzato.

Il corpo deve indossare la cintura durante la sua sepoltura, perché il defunto avrà bisogno quando lui o lei è risorto durante il Giudizio Universale. Le cinghie sono significativi sia in riti cristiani e folk.

I Cristiani li ricevono da bambini , insieme a una croce, al loro battesimo.

Così, simboleggia l’impegno di una persona al cristianesimo. Nella tradizione popolare, le cinture segnano la vita privata di uno spazio individuale, a dimostrare che lui o lei è un membro della società e protegge chi li indossa da forze oscure. Dopo il lavaggio si veste il corpo, il corpo è disposto in casa per tre giorni prima di essere messo nella bara. famiglie ortodosse e Old Belief (ortodossia prima del 1650 in russia) le famiglie eseguono questo rito in modo leggermente diverso.

Le famiglie ortodosse depongono i loro amati morti così, in propri punti chiave. verso l’angolo icona.

Nelle case dei Vecchi Credenti i piedi sono posti più vicini al corner icona in modo che il defunto volti l’angolo e possono pregare se lui o lei desidera. (questo non l’ho capito..)

Vecchi Credenti credono che i morti possono ancora sentire per un certo tempo dopo la loro morte.

Per paura di svegliare i morti , il lutto non inizia quindi DOPO, il lavaggio e il vestirsi,

e quindi, è galateo del funerale, non disturbare l’anima del defunto..

La bara, a volte è indicato come il.. “nuovo salotto”, coem nuova casa..

è molto confortevole, fatto come un letto con un cuscino imbottito con trucioli di corteccia di betulla o di legno. Posizionano oggetti nella bara, per ciò che il  corpo potrebbe necessitare dopo la morte; come il denaro, cibo, effetti personali preferiti, e gli effetti personali della loro professione in vita.

Tradizionalmente, gli uomini portano la bara sulle spalle fino al cimitero dove i funerali avranno luogo.

Al funerale, un prete esegue la cerimonia, pregando su tutto il corpo e permettendo di gettare la polvere sulla tomba, simbolicamente incorpora il cadavere in terra.

Il sacerdote pone poi una corona di carta sulla testa del defunto e le persone in lutto gettano le monete nella tomba (le monete sono per pagare il transito verso “l’ altro mondo”, o per lo spazio nel cimitero)

Dopo il funerale, cantano dolenti lamenti, raffigurando il defunto che lascia la sua famiglia e l’anima,

in partenza dal corpo.  Dopo quaranta giorni del defunto, la famiglia imposta un luogo (altare, luogo sacro) per i loro cari, una cena, invitandoli (i morti) a unirsi a loro (i vivi), per la sua commemorazione.

Quando la famiglia vede che il cibo è intatto, vuol dire che lui ha lasciato per sempre il corpo..

Il Culto dei Morti in Cina

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fonte nn più disponibile !!

Il dio della morte (Se-ming) è un’altra divinità, che proprio per la sua stessa definizione, presiede al destino ultimo degli uomini. Altre divinità locali si riferiscono ai fiumi, ai laghi, ai mari, tra queste è da ricordare il Conte dei fiumi (Ho po), riferito al fiume Giallo, che prevedeva un rituale ogni anno con il sacrificio di una giovane sposa.

Gli antichi Cinesi credevano che l’uomo avesse due anime: il p’o e il hun. Dopo la morte il hun saliva al cielo, alla corte del Signore del cielo; il p’o invece abitava con il cadavere nella tomba e si nutriva di offerte fatte al defunto. Queste usanze comportavano un curato e attento servizio per il nutrimento del defunto, altrimenti questi, affamato, poteva rivolgere la sua ira verso i discendenti.

Legato a questa credenza si sviluppò l’uso di seppellire schiavi, prigionieri e concubine insieme al defunto in modo che gli facessero compagnia durante il viaggio verso il cielo. Nelle tombe di An-yang, della dinastia Yin, sono stati trovati gli scheletri di oltre un migliaio di vittime con le teste tagliate e sepolte altrove: forse prigionieri di guerra.

I riti e le manifestazioni del culto erano, nell’antica Cina, privilegio del re, dei principi, dei funzionari e dei nobili. Tutti i riti prevedevano una serie di sacerdoti officianti secondo norme rigide: vi erano dapprima i priori (chu), i quali conoscevano i sacrifici che il re offriva al Signore supremo, e quelli che recitavano le preghiere dei morti.

Il culto degli antenati doveva essere continuo. Nel corso di ogni pasto, il padre di famiglia faceva una libagione ed offriva un po’ di cibo agli antenati, una parte delle primizie secondo le stagioni. Si celebravano quattro grandi feste annuali in corrispondenza delle quattro stagioni, feste durante le quali si portavano le tavolette degli antenati al banchetto. Il tempio degli antenati sorgeva all’interno delle case, al lato orientale della corte principale.

Nella sua rivalità con il buddismo e il confucianesimo, il taoismo ha utilizzato un vasto patrimonio mitico lasciato da parte da queste due dottrine: la magia. Tutti i sacerdoti taoisti (i taoshen ) espellono i demoni, fabbricano filtri ed elisir di lunga vita, praticano la veggenza e la divinazione. Alla base di questo occultismo sta l’opposizione di due forze nella natura: lo yang, principio maschile, e lo yin, principio femminile; il taoshen, con la sua conoscenza della proporzione ottimale dello yang e dello yin in un essere, può allora conferirgli una efficacia suprema.

Il taoismo insegna così che il mondo intero è sotto la dipendenza degli dei, in particolare di una trinità suprema, i «Tre Preziosi»; questa credenza si oppone al buddismo, religione atea che vede, nelle divinità, esseri inferiori ai Budda, cioè agli uomini che sono stati raggiunti dall’Illuminazione.

Per essere felice, un uomo deve vivere in pace con sé stesso e coi suoi simili; per questo deve seguire la «via media», quella della moderazione che conduce alle virtù cardinali: pietà filiale, armonia affettiva familiare, equità, senso dell’onore, integrità, sincerità, cultura, pace universale.

Nel quadro di questa morale del giusto mezzo, si inscrive la prescrizione del culto degli antenati:

Servire i morti come se essi fossero ancora vivi è la suprema pietà filiale

Il Culto dei Morti in Giappone…

1. Tsuya, (per passare la notte)

Quando una persona giapponese muore le labbra del defunto vengono inumidite con acqua in un rituale chiamato “Acqua dell’ ultimo momento” (末期の水, Matsugo-no-mizu ).Il santuario di famiglia viene chiuso e coperto da una carta bianca, per tenere lontani gli spiriti impuri dei morti .Poi il corpo viene lavato in una vasca (sakasa mizu),  il che significa che il il corpo viene lavato in acqua che è stata mescolata piu volte da acqua calda ad una vasca d’acqua fredda. Una volta compiuto questo, il corpo è vestito di un abito per un uomo, o in un kimono per una donna con il Kimono che viene chiuso nel modo opposto a come si usa per una persona vivente (destro su sx).  Poi la famiglia e/o gli amici molto stretti passeranno la notte con il corpo, durnate il quale si possono leggere i sutra per i morti o trascorrere il tempo in conversazione tranquilla parlando dello scomparso.  Inoltre, il corpo è spesso circondato da candele, incensi, offrendo il riso, e altri elementi che dovrebbero mettere lo spirito del morto a suo agio.

2. Soshiki  (i funerali)

Mentre la veglia è in corso, una ditta funebre è di solito in accordo per l’installazione e la costruzione di un altare nel stile del paese di origine del defunto, o una sala, o un santuario scintoista / buddista.  Il corpo è messo in una bara con la testa rivolta a nord, questa direzione è considerata cattiva fortuna in nessun modo una persona viva a letto si sdraia con la testa a nord.Accanto al corpo ci sarà un offerta di riso con uno o due bacchette in piedi in posizione verticale, si tratta di un pranzo per i defunti da mangiare nel loro viaggio verso l’aldilà, la posizione delle bacchette indica che il defunto ora non è più tra i vivi.  Se il funerale è buddista, un monaco leggerà sutra per i morti, e quindi ogni persona si avvicinerà il defunto e di offrire preghiere e incenso. Una volta che tutti gli ospiti hanno fatto le loro preghiere e offerte, i necrofori porteranno la bara in un carro funebre in cui il corpo sarà guidato al crematorio.Negli anni passati, la famiglia usava accompagnare il corpo al crematorio, ma recentemente  la famiglia e gli amici si muovono verso un ristorante per un  pasto catering.  Prima della cremazione, la famiglia prepara un Zuda-kunichi,  che contiene frammenti di unghie, articoli personali, e le monete del viaggio all’ Anoyo,  borsa che viene posta attorno al collo dei defunti. Dopo la cremazione le ceneri del defunto sono collocate in un urna e la tradizione vuole che i frammenti di ossa più grandi  vengano passati di persona in persona con coppie di bastoncini (ashii).

L’urna verrà poi mantenuto sopra l’altare della famiglia in casa, nei pressi di una lapide con scritto il nome del defunto, fino al giorno 49 dopo la morte.

3. Shonanoka  (settimo giorno dopo la morte)

Il settimo giorno dopo la morte della persona viene tenuta una cerimonia per i defunti,

dove sutra e preghiere sono rivolte al defunto.

4. Shiju-kunichi (il giorno 49 dopo la morte)

Una delle tradizioni focali giapponesi è l’attesa dei 49 giorni.Il giorno 49 è significativo perché i giapponesi credono che lo spirito indugia nel lasciare o stare nel il corpo per 49 giorni prima della sua partenza.Questo avviene  inquanto l’anima parte per un viaggio di 49 giorni attraverso la terra dei morti dove viene giudicata ed assegnata ad andare in uno dei sei regni della cosmologia buddhista questo dopo il 49 esimo giorno rientrando nel corpo. L’urna contenente le ceneri del defunto è ora collocata nella tomba di famiglia, e sutra e le preghiere sono rivolte al defunto.Il defunto riceve un nuovo nome buddista (kaimyō). Questo nome apparentemente ed esotericamente impedisce il ritorno del defunto, se il suo nome viene chiamato.I kanji per questi kaimyō di solito sono molto vecchi e  sono usati raramente, e poche persone al giorno d’oggi sono in grado di leggerli.Questo nome è posto sulla tavoletta funebre (ihai).

L’urna contenente le ceneri del defunto è ora collocata nella tomba di famiglia, e sutra e le preghiere sono rivolte al defunto.

Si ritiene anche che la sentenza finale del defunto che avviene dal giorno 49 sia per una buona, una persona rispettabile andare in paradiso o  una persona meno rispettabile andare in uno degli altri regni dell’inferno.  Ma, si deve ricordare che sutra, preghiere, e altre ricordi per il defunto possono contribuire a migliorare la sentenza resa dal defunto.  Inoltre, si ritiene che lo status di una persona deceduta può cadere se il giusto rispetto per il defunto non è stata pagata nel corso del tempo, così i riti di Obon e altri festival sono importanti per il defunto.

superstizioni e credenze Giapponesi

Ecco alcuni esempi di piccole credenze ereditate dal passato o delle cose da evitare in Giappone a causa delle superstizioni che le circondano. La maggior parte di esse hanno come soggetto la morte.

  • Evitare il numero 4: come in cinese, anche in giapponese la pronuncia di questo numero è la stessa della parola morte (shi). È dunque decisamente sconsigliato offrire un regalo composto da quattro elementi.

  • Evitare il numero 9: la pronuncia di questo numero, in giapponese è uguale alla pronuncia della parola sofferenze (kyu). Pertanto normalmente in un ospedale non si trova la stanza 9.

  • Se vi recate a far visita a un malato in ospedale, dovete offrire dei fiori recisi (senza radici). Le radici possono significare un lungo “soggiorno”.

  • Piantare le proprie bacchette nel riso. Questo gesto fa riferimento al rito funebre buddhista. Infatti durante questa cerimonia si mette come offerta del riso con delle bacchette piantate vicino all’altare.

  • Passarsi del cibo da bacchette a bacchette. Anche questo atto ricorda il rito funebre buddhista. Dopo la cremazione di un parente, il personale del crematorio con l’aiuto di bacchette trasmette i resti non consumati del defunto a un membro della famiglia perché costui li riponga nell’urna funeraria.

  • È sconsigliato dormire con la testa rivolta a nord perché è così che si seppelliscono i defunti.

  • Quando passa un carro funebre o si cammina nelle vicinanze di un cimitero, è usanza nascondere i pollici (soprattutto per i bambi-ni), in quanto essi rappresentano i genitori e nascondendoli li si protegge dalla morte.

  • Si dice che se ci si taglia le unghie di sera non si sarà con i propri genitori quando questi moriranno.

  • Ci si trasformerà in mucca se ci si sdraia subito dopo aver mangiato. Un modo per dire che tale gesto è indelicato e quindi sconsigliato da fare.

  • Fischiando di notte si attirano i serpenti.

  • Anche in Giappone sono da evitare i gatti neri come da noi: hanno stranamente la stessa fama.

  • Quello che vale per i gatti neri vale per i corvi.

  • Se si mette un gatto su una bara il defunto si risveglierà.

  • La gru di carta. Si dice che piegandone mille verrà X esaudito un desiderio. Si offrono mille gru di carta ai malati affinché possano guarire più in fretta.

  • Il sale messo alla porta della vostra casa vi proteggerà dagli spiriti maligni.

  • La rottura della cordicella dei vostri geta (sorta di sandali infradito) è il segno che la sfortuna sta arrivando: kuwabara kawabara sono le parole da pronunciare per evitare che il fulmine si abbatta su di voi. Kuwabara non ha un significato particolare. Tuttavia trae la sua orgine nel fatto che il dio del tuono non ama il gelso, che in giapponese si dice kuwa. Il termine “bara” significa campo.

  • Non si devono gettare le bambole poiché possono ospitare uno spirito. Per questo motivo alcune persone le portano allora al tempio.

  • Il Butsumetsu è il giorno della morte del Buddha. In questo giorno è sconsigliato di intraprendere un viaggio o qualsiasi attività possa essere rischiosa .

  • Il Taian è il giorno in cui la congiuntura degli elementi risulta essere favorevole ad un’impresa, un matrimonio… Il Taian è determinato in base al calendario lunare.

  • Per non provocare la gelosia dello spirito dela montagna (Yamagami, che è di sesso femminile), normalmente all’inaugurazione delle gallerie non vengono invitate le donne.