Il Culto dei Morti in Giappone…

1. Tsuya, (per passare la notte)

Quando una persona giapponese muore le labbra del defunto vengono inumidite con acqua in un rituale chiamato “Acqua dell’ ultimo momento” (末期の水, Matsugo-no-mizu ).Il santuario di famiglia viene chiuso e coperto da una carta bianca, per tenere lontani gli spiriti impuri dei morti .Poi il corpo viene lavato in una vasca (sakasa mizu),  il che significa che il il corpo viene lavato in acqua che è stata mescolata piu volte da acqua calda ad una vasca d’acqua fredda. Una volta compiuto questo, il corpo è vestito di un abito per un uomo, o in un kimono per una donna con il Kimono che viene chiuso nel modo opposto a come si usa per una persona vivente (destro su sx).  Poi la famiglia e/o gli amici molto stretti passeranno la notte con il corpo, durnate il quale si possono leggere i sutra per i morti o trascorrere il tempo in conversazione tranquilla parlando dello scomparso.  Inoltre, il corpo è spesso circondato da candele, incensi, offrendo il riso, e altri elementi che dovrebbero mettere lo spirito del morto a suo agio.

2. Soshiki  (i funerali)

Mentre la veglia è in corso, una ditta funebre è di solito in accordo per l’installazione e la costruzione di un altare nel stile del paese di origine del defunto, o una sala, o un santuario scintoista / buddista.  Il corpo è messo in una bara con la testa rivolta a nord, questa direzione è considerata cattiva fortuna in nessun modo una persona viva a letto si sdraia con la testa a nord.Accanto al corpo ci sarà un offerta di riso con uno o due bacchette in piedi in posizione verticale, si tratta di un pranzo per i defunti da mangiare nel loro viaggio verso l’aldilà, la posizione delle bacchette indica che il defunto ora non è più tra i vivi.  Se il funerale è buddista, un monaco leggerà sutra per i morti, e quindi ogni persona si avvicinerà il defunto e di offrire preghiere e incenso. Una volta che tutti gli ospiti hanno fatto le loro preghiere e offerte, i necrofori porteranno la bara in un carro funebre in cui il corpo sarà guidato al crematorio.Negli anni passati, la famiglia usava accompagnare il corpo al crematorio, ma recentemente  la famiglia e gli amici si muovono verso un ristorante per un  pasto catering.  Prima della cremazione, la famiglia prepara un Zuda-kunichi,  che contiene frammenti di unghie, articoli personali, e le monete del viaggio all’ Anoyo,  borsa che viene posta attorno al collo dei defunti. Dopo la cremazione le ceneri del defunto sono collocate in un urna e la tradizione vuole che i frammenti di ossa più grandi  vengano passati di persona in persona con coppie di bastoncini (ashii).

L’urna verrà poi mantenuto sopra l’altare della famiglia in casa, nei pressi di una lapide con scritto il nome del defunto, fino al giorno 49 dopo la morte.

3. Shonanoka  (settimo giorno dopo la morte)

Il settimo giorno dopo la morte della persona viene tenuta una cerimonia per i defunti,

dove sutra e preghiere sono rivolte al defunto.

4. Shiju-kunichi (il giorno 49 dopo la morte)

Una delle tradizioni focali giapponesi è l’attesa dei 49 giorni.Il giorno 49 è significativo perché i giapponesi credono che lo spirito indugia nel lasciare o stare nel il corpo per 49 giorni prima della sua partenza.Questo avviene  inquanto l’anima parte per un viaggio di 49 giorni attraverso la terra dei morti dove viene giudicata ed assegnata ad andare in uno dei sei regni della cosmologia buddhista questo dopo il 49 esimo giorno rientrando nel corpo. L’urna contenente le ceneri del defunto è ora collocata nella tomba di famiglia, e sutra e le preghiere sono rivolte al defunto.Il defunto riceve un nuovo nome buddista (kaimyō). Questo nome apparentemente ed esotericamente impedisce il ritorno del defunto, se il suo nome viene chiamato.I kanji per questi kaimyō di solito sono molto vecchi e  sono usati raramente, e poche persone al giorno d’oggi sono in grado di leggerli.Questo nome è posto sulla tavoletta funebre (ihai).

L’urna contenente le ceneri del defunto è ora collocata nella tomba di famiglia, e sutra e le preghiere sono rivolte al defunto.

Si ritiene anche che la sentenza finale del defunto che avviene dal giorno 49 sia per una buona, una persona rispettabile andare in paradiso o  una persona meno rispettabile andare in uno degli altri regni dell’inferno.  Ma, si deve ricordare che sutra, preghiere, e altre ricordi per il defunto possono contribuire a migliorare la sentenza resa dal defunto.  Inoltre, si ritiene che lo status di una persona deceduta può cadere se il giusto rispetto per il defunto non è stata pagata nel corso del tempo, così i riti di Obon e altri festival sono importanti per il defunto.

superstizioni e credenze Giapponesi

Ecco alcuni esempi di piccole credenze ereditate dal passato o delle cose da evitare in Giappone a causa delle superstizioni che le circondano. La maggior parte di esse hanno come soggetto la morte.

  • Evitare il numero 4: come in cinese, anche in giapponese la pronuncia di questo numero è la stessa della parola morte (shi). È dunque decisamente sconsigliato offrire un regalo composto da quattro elementi.

  • Evitare il numero 9: la pronuncia di questo numero, in giapponese è uguale alla pronuncia della parola sofferenze (kyu). Pertanto normalmente in un ospedale non si trova la stanza 9.

  • Se vi recate a far visita a un malato in ospedale, dovete offrire dei fiori recisi (senza radici). Le radici possono significare un lungo “soggiorno”.

  • Piantare le proprie bacchette nel riso. Questo gesto fa riferimento al rito funebre buddhista. Infatti durante questa cerimonia si mette come offerta del riso con delle bacchette piantate vicino all’altare.

  • Passarsi del cibo da bacchette a bacchette. Anche questo atto ricorda il rito funebre buddhista. Dopo la cremazione di un parente, il personale del crematorio con l’aiuto di bacchette trasmette i resti non consumati del defunto a un membro della famiglia perché costui li riponga nell’urna funeraria.

  • È sconsigliato dormire con la testa rivolta a nord perché è così che si seppelliscono i defunti.

  • Quando passa un carro funebre o si cammina nelle vicinanze di un cimitero, è usanza nascondere i pollici (soprattutto per i bambi-ni), in quanto essi rappresentano i genitori e nascondendoli li si protegge dalla morte.

  • Si dice che se ci si taglia le unghie di sera non si sarà con i propri genitori quando questi moriranno.

  • Ci si trasformerà in mucca se ci si sdraia subito dopo aver mangiato. Un modo per dire che tale gesto è indelicato e quindi sconsigliato da fare.

  • Fischiando di notte si attirano i serpenti.

  • Anche in Giappone sono da evitare i gatti neri come da noi: hanno stranamente la stessa fama.

  • Quello che vale per i gatti neri vale per i corvi.

  • Se si mette un gatto su una bara il defunto si risveglierà.

  • La gru di carta. Si dice che piegandone mille verrà X esaudito un desiderio. Si offrono mille gru di carta ai malati affinché possano guarire più in fretta.

  • Il sale messo alla porta della vostra casa vi proteggerà dagli spiriti maligni.

  • La rottura della cordicella dei vostri geta (sorta di sandali infradito) è il segno che la sfortuna sta arrivando: kuwabara kawabara sono le parole da pronunciare per evitare che il fulmine si abbatta su di voi. Kuwabara non ha un significato particolare. Tuttavia trae la sua orgine nel fatto che il dio del tuono non ama il gelso, che in giapponese si dice kuwa. Il termine “bara” significa campo.

  • Non si devono gettare le bambole poiché possono ospitare uno spirito. Per questo motivo alcune persone le portano allora al tempio.

  • Il Butsumetsu è il giorno della morte del Buddha. In questo giorno è sconsigliato di intraprendere un viaggio o qualsiasi attività possa essere rischiosa .

  • Il Taian è il giorno in cui la congiuntura degli elementi risulta essere favorevole ad un’impresa, un matrimonio… Il Taian è determinato in base al calendario lunare.

  • Per non provocare la gelosia dello spirito dela montagna (Yamagami, che è di sesso femminile), normalmente all’inaugurazione delle gallerie non vengono invitate le donne.

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