Il Culto dei Morti per i Maori…

Tapu e mana

Determinate pratiche sono seguite che si riferiscono ai concetti tradizionali come il tapu. La determinati gente ed oggetti contengono mana – alimentazione o essenza spiritosa. Nei periodi più in anticipo, tribale i membri di più alto Rank non toccherebbero gli oggetti che appartenessero ai membri di un Rank più basso. Ciò è stata considerata “inquinamento„ e le persone di un Rank più basso non potrebbero toccare gli effetti personali di una persona del highborn senza mettersi al rischio di morte.

Tapu può essere interpretato come “sacred“, come„spiritoso limitazione ” o “proibizione implicita„; coinvolge regole e proibizioni. Ci sono due generi di tapu, del tapu riservato (per quanto riguarda gli individui) e pubblico (per quanto riguarda le Comunità). Una persona, un oggetto o un posto, che è tapu, non possono essere toccati tramite il contatto umano, in alcuni casi, non neppure avvicinato a.

Una persona, l’oggetto o un posto potrebbero essere resi sacred dal tapu per certo tempo.

In pre-metta in contatto con la società, tapu era una delle forze più forti nella vita di Māori.

Una violazione del tapu ha potuto avere conseguenze dire, compreso la morte dell’offensore con la malattia o alle mani di qualcuno influenzato tramite l’offesa. In alimento più precoce di periodi cucinato per una persona del Rank di high era il tapu e non ha potuto essere mangiato da un inferior. La casa del capo era tapu e perfino il capo non potrebbe mangiare l’alimento all’interno della sua casa. Non solo le case della gente del Rank di high sono state percepite per essere tapu, ma anche i loro possessi compreso i loro vestiti. I motivi di sepoltura ed i posti della morte erano sempre tapu e queste zone sono state circondate spesso da una recinzione protettiva.

Oggi, il tapu ancora è osservato negli argomenti concernente la malattia, la morte e la sepoltura:

Tangihanga o i rites funerei possono occorrere due o tre giorni. Il defunto si trova dentro dichiara, solitamente in un aperto bara fiancheggiato dai parenti femminili si è vestito nel nero, le loro teste a volte wreathed dentro kawakawa va, che prende pochi e le rotture corte. Durante il giorno, gli ospiti vengono, a volte dalle distanze grandi malgrado soltanto un rapporto distante, parlare ai defunti. Possono parlare franco dei suoi difetti come pure le virtù, ma cantare e scherzare sono inoltre adatti. L’espressione libera del dolore da entrambi gli uomini e donne è consigliata a. La credenza tradizionale può essere invocata ed i defunti dirsi a per rinviare alla patria ancestral, Hawaiki, via wairua di rerenga del te, il viaggio degli alcoolici. Le parentele vicine o compagno di kiri (“pelle guasto„) non può parlare. Sulla notte scorsa, whakamutunga del pō (notte della conclusione), i mourners tengono un vigil ed all’alba la bara è chiusa, prima di una chiesa o marae servizio e/o cerimonia funerei di interment di graveside, invariabilmente cristiano. È tradizionale affinchè i mourners si lavi le loro mani in acqua e spruzzare alcuno sulle loro teste prima di lasciare un cimitero. Dopo che i rites di sepoltura siano completati, una festività è servita tradizionalmente. I Mourners si pensano che forniscano koha o regali verso il pasto. Dopo la sepoltura, la sede dei defunti ed il posto che sono morto ritually sono puliti con karakia (preghiere o incantations) e desanctified con alimento e la bevanda, in una cerimonia denominata whare di takahi, calpestando la casa. Quella notte, whakangahau del pō (notte di intrattenimento) è una notte di rilassamento e di riposo. La vedova o il vedovo non è lasciata solo per seguire di parecchie notti.

Durante il seguente anno, il kinfolk di una persona defunta prominente visiterà altra marae, “portando la morte„ (compagno del kawe) a loro. Effettuano le immagini della persona ai marae.

Unveilings dei headstones (kōwhatu di hura) sono tenuti solitamente circa un anno dopo una morte, su una festa nazionale per accomodare spesso gli ospiti che non potrebbero ottenere al tangihanga.

I morti si ricordano di e più dolore è espresso.

 fonte: Nn più disponibile.. !!

Il Culto dei Morti per gli Antichi Greci

fonte

Oggi i Greci sono soprattutto cristiani ortodossi. Duemila anni fa erano, invece, politeisti.

L’antica religione greca sorse dalla fusione di culti di popolazioni del posto con le religioni delle popolazioni indoeuropee che, provenienti dal nord, si stabilirono in Grecia tra il XIX e il XVIII secolo a.C.

 Ogni polis (città-stato) si affidava alla protezione di una propria divinità, alla quale in qualche modo venivano fatte risalire le stesse leggi che regolavano la vita di quella città. Tuttavia, spesso le polisformavano delle leghe, dette anfizionie, a carattere politico-religioso. Inoltre, l’interà civiltà greca aveva delle ricorrenze comuni, come le grandi feste Panelleniche, che si svolgevano, a scadenze regolari, a Olimpia, a Delfi, a Delo, a Samo e altrove.

Moltissimi elementi di questa antica religione sono arrivati ai nostri giorni e, spesso, con lo stesso significato che avevano in quel tempo.

 

riti di sepoltura

riti del matrimonio

uso delle ceneri

desiderio di interrogare l’aldilà

concetto di anima e corpo

netta separazione tra sacro e profano

 

La mitologia greca sottolineava la debolezza umana in contrasto con le grandiose e terribili forze della natura. I greci consideravano immortali i propri dei e ritenevano sia le loro stesse vite sia le manifestazioni naturali interamente dipendenti dal volere divino; generalmente, i rapporti tra dei e uomini erano amichevoli, ma gli dei riservavano severe punizioni ai mortali che esibivano comportamenti inaccettabili come autocompiacimento o soverchia ambizione, oppure sfoggiavano eccessive ricchezze.

Gli dèi, avevano caratteristiche antropomorfiche, erano del tutto simili alle persone: stessi vizi, stesse virtù;

si distinguevano solo perché erano immortali e potenti. La loro sede era l’Olimpo, un massiccio montuoso presso il confine settentrionale della Tessaglia, la cui vetta, alta 2985 metri e quasi perennemente circondata da nubi, era difficilmente raggiungibile. Ad Olimpia, nel Peloponneso, c’era il principale tempio dedicato a Zeus, la divinità principale dei Greci, capo e sovrano di tutte le divinità.

Gli dèi trattavano le persone non con giustizia, ma secondo i loro “capricci”; loro stessi, però, dovevano sottostare a questo “fato”.

L’aldilà non era meritato in base al comportamento, come invece abbiamo visto per gli Egizi, ma si andava nell’aldilà buono (Campi Elisi) o cattivo (Ade) in base al capriccio degli dèi che, per semplice simpatia, destinavano in uno o nell’altro aldilà.

C’è comunque da dire che l’aldilà, in generale, era un luogo ampio e oscuro nelle profondità della terra: eroi e vili, giusti e ingiusti dovevano andare tutti in quel luogo; lì vivevano come ombre rimpiangendo per sempre la vita perduta. Secondo Esiodo, solo ad alcuni uomini, gli dèi concedevano di vivere nei Campi Elisi (ma sempre uomini scelti per simpatia dagli dèi).

Con questo tipo di religione, viene a mancare la giustizia da parte degli dèi (non si era infatti ricompensati in base alla vita che si era vissuta) e la responsabilità da parte delle persone (ci si poteva comportare male o bene, l’aldidà dipendeva comunque solo dal capriccio degli dèi).

Dal IV secolo a.C., si sviluppò l’idea che non era giusto né responsabile, che tutti andassero nell’Ade o che pochi, per preferenza degli dèi, andassero nei Campi Elisi, ma si capì che l’aldilà doveva essere meritato. Solo gli assassini, i suicidi, i cattivi cittadini, coloro che non si erano mostrati misericordiosi verso i genitori e gli stranieri poteva essere esclusi dai Campi Elisi.

Relativamente al concetto di corpo e anima, c’è da dire che per la religione greca, l’uomo è composto da due parti: un corpo mortale ed una parte immortale, chiamata eidolon (aspetto vitale). L’eidolon, chiuso nella tomba o prigione del corpo, doveva purificarsi per essere degno di una vita felice nei campi Elisi. Questo concetto è arrivato fino ai nostri giorni, è infatti presente in molte religioni importanti.

Grande importanza hanno Esiodo e Omero, per poter comprendere il mondo religioso dei Greci.

Di Esiodo restano due poemi: la Teogonia (1022 versi) e Le opere e i giorni (828 versi). Il proposito del primo è sistemare in modo organico e razionale l’immenso materiale mitologico presente nelle tradizioni religiose, nelle credenze popolari e nella poesia eroica. Dopo aver cantato l’origine dell’universo dal caos, il poeta enumera tutte le generazioni divine fino al regno di Zeus.

Il nucleo concettuale delle Opere e i giorni è l’elogio del lavoro e della giustizia. Il lavoro è una necessità morale imposta agli uomini dagli dèi: solo chi lavora può essere un uomo giusto.

Questa legge non può essere modificata assolutamente e riguarda tutti. Due miti, confermano la necessità di questa legge del lavoro: il mito del vaso di Pandora, donato al genere umano da Zeus per vendicarsi di Prometeo che gli aveva rubato il fuoco; il mito di Prometeo e quello delle cinque età degli uomini, che per la loro stoltezza e violenza sono decaduti dalla felice età dell’oro alla miseranda età del ferro.

Concezione del mondo e dell’oltretomba

 

All’inizio di tutto c’era il kaos (= baratro, abisso).

Da questo stato primordiale e informe, sorse progressivamente il cosmo ordinato.

Si formò prima di tutto il Tartaro, luogo dell’0scurità e della notte. Poi sorse la terra (Gea), e da essa nacquero il cielo (Urano) e il mare (Ponto). Dall’unione della terra, principio femminile, e del cielo, principio maschile, nacquero quindi Crono e Rea. Da questi ebbe origine Zeus che, scampato agli intenti omicidi del pare, una volta cresciuto guidò la rivolta dei Cronidi (i figli di Crono, appunto) contro il genitore. Crono venne però aiutato dai titani, suoi figli, ed ebbe così inizio la grande lotta tra gli dèi più giovani e i titani (titanomachia). Vinsero gli dèi, così Crono e i titani vennero mandati nel Tartaro, per opera di Zeus. Divenuto signore del mondo, Zeus si insediò sull’Olimpo, da dove, in seguito, combattè anche i giganti, ribellatisi al nuovo ordine cosmico. A quesa nuova colossale lotta (gigantomachia) prese parte lo stesso Eracle (Ercole), che combattè al fianco degli olimpici. I giganti vennero sconfitti e sepolti nelle isole vulcaniche. Il mondo si assestò così, secondo il nuovo ordine, sotto il dominio di Zeus, mentre a Poseidone veniva affidato il dominio dei mari, e ad Ade quello dell’oltretomba. Centro del mondo così definitosi era l’Onfalo, indicato da una sfera di marmo nel tempio di Apollo a Delfi. La terra, in questo nuovo ordine cosmico, risultava circondata dall’oceano, dal quale nascevano tutti i fiumi e le sorgenti. A ovest della terra, tra le correnti dell’oceano, sorgeva quindi l’Ade, il mondo sotterraneo abitato dalle anime dei defunti. Il regno di Ade era circondato da mura di ferro con portali anch’essi di ferro, attraverso i quali Hermes, con la sua verga d’oro, accompagnava i defunti. Per poter entrare nell’Ade i morti dovevano essere stati sepolti, perché in caso contrario le loro anime avrebbero dovuto vagare senza pace per cento anni. Superate le porte degli inferi, i defunti varcavano le acque dello Stige, il fiume dell’Oltretomba. Quest’ultimo sfociava a sua volta nel Cocito, il fiume dei lamenti, che formava il lago Acheronte. Qui, il vecchio barcaiolo Caronte trasbordava i defunti che avevano ricevuto sepoltura, ai quali era stata posta dai parenti, in bocca, sotto la lingua, una moneta di bronzo, come “offerta per Caronte”. Sulla riva opposta del lago, Cerbero, il cane infernale, sorvegliava il regno dei morti, facendovi entrare i nuovi arrivati e impedendo a chiunque di uscirvi.

Sulla condizione delle anime negli inferi, la religione greca elaborò col tempo diverse concezioni. Per Omero, i defunti, senza distinzioni per quello che avevano fatto in vita, si consumavano nel ricordo e nel desiderio della vita terrena. In seguito prese forma l’idea di una sorte differenziata, proporzionale alla moralità espressa in vita. In particolare, insistettero su questo principio i seguaci dell’Orfismo, una corrente mistica e ascetica sviluppatasi a partire dal VI secolo a.C.

In base a questa concezione, al di là dell’Acheronte, le anime dei defunti venivano sottoposte al giudizio di una sorta di tribunale dei morti, preseiduto da Ade, il quale – con sentenza imparziale – assegnava un diverso destino a seconda del comportamento che si era tenuto in vita. I giusti potevano così accedere all’Elisio, o Isola dei Beati, circondata dalle acque argentee del fiume Lete. Queste acque concedevano l’oblio a coloro che le bevevano e assicuravano quindi l’eterna felicità. I cattivi venivano invece precipitati nel Tartaro, una voragine oscura circondata da un triplice muro, attorno al quale scorreva il Flegetonte, un fiume di fuoco. Qui le anime dei dannati subivano pene spaventose. Ad esempio, le 49 Danaidi che avevano ucciso i loro sposi, erano condannate a riempire anfore senza fondo, e pene altrettanto dure erano toccate a Sisifo, Tantalo e Tizio.

Corvo e cornacchia… simbologie..

Nella cultura degli indiani d’ America, il corvo ha le seguenti caratteristiche magiche..

DIREZIONE NORD

ELEMENTI ARIA TERRA

TRATTI BUONSENSO, USO DI ARNESI

ASSOCIAZIONI INCANTAMENTO,PREVEGGENZA

POTERI

Il corvo, è il più profetico tra tutti gli uccelli, e la sua presenza predice cambiamenti. Se la cornacchia si trova sul lato sinistro della strada, porta sfortuna, perfino morte. Chiamate il suo cuore forte, e il suo spirito guerriero, se venite affrontati Il corvo si invoca per chiedere il coraggio di entrare nelle tenebre per cercare la saggezza dell’ inconscio primordiale La differenza tra i poteri dei due uccelli, consiste nel fatto che quelli del corvo erano più forti, intensi, grandi e profondi. Laddove entrambe nidificano, era il corvo a cambiare forma, mentre la cornacchia era relegata al ruolo di maestra delle illusioni.Il corvo è considerato più malvagio, uno che cambia strada.

Il Culto dei Morti per gli Egizi…

Non faccio copia e incolla di tutto, perchè cè già gente che si è documentata, riprendo e riporto solo questa cosa, che è molto fondamentale sec me, per capire gli egizi..

Fra tutti gli scritti della vasta letteratura egizia il più importante è forse il libro dei morti,la guida che accompagna l’uomo nell’aldilà. L’esemplare più completo di questo scritto si trova nel Museo Egizio di Torino. In esso si legge che il defunto, giunto dinanzi agli dei, fa esame di coscienza e poi si accosta a una bilancia: su di un piatto, un vaso, vi è il suo cuore; sull’altro piatto una piuma che rappresenta la giustizia. Gli dei Anubi e Horus controllano il peso: se il cuore è leggero come la piuma, significa che è giusto e allora gli dei lo restituiscono al defunto che così può vivere in eterno.

A Geo e Geo invece, ho sentito che se il cuore era più pesante della piuma, il defunto,

veniva SBRANATO da ANUBI.. ^^ accidenti.. agghiacciante.. però mi pare una cosa giusta..

vuol dire che nella tua vita non sei stato abbastanza buono e giusto.. (ovvero ingiusto e stronzo)

ma.. gli egizi di oggi, credono ancora a quello di una volta..? o è solo una credenza antica? mah..

Per il giorno dei Morti..

Corrispondenze e attività per Samhain

 Luna
Luna di Sangue

Simboli 

Falò, candele alla finestra, Calderoni, Scope, Zucche, Gatti, Pipistrelli e Cani, Zucche dipinte, Foto dei defunti, Mele, Foglie autunnali, Fiori autunnali.

Divinità

l’aspetto crona della Dea, L’aspetto oscuro del Dio, Ecate, Cerridwen, Cernunnos, Osiride, Iside, Anubis e Ade.

Colori

Nero, Arancione, Rosso

Cibi Tradizionali

Mele, Granoturco, patate, maiale, carni, Noci, Sidro, Idromele, Zucca, Birra, Dolcetti di miele, Thè di erbe, Melograni.

Erbe

Cardo, Crisantemo, Ginestra, Foglie di Quercia, Felce, Menta, Artemisia, Salvia e Rosmarino.

Incenso

Mela, Noce Moscata, Salvia, Menta, Mirra, Patchouli

Gemme

Ossidiana, Ossidiana Fiocco di Neve, Onice e Corniole.

Oli essenziali

Patchouly, cipresso e mirra

Animali mitologici e non

Pipistrelli, cani, gatti, phooka, medusa

(io direi anche il corvo.. )

 attività di Samhain

Samhain è l’inizio e la fine dell’anno Pagano. In questo momento riflettiamo su ciò che è successo durante questo anno. Una persona non può (o al limite non potrebbe), permettere alla Ruota dell’ Anno di girare senza nessun tipo di esame interiore. Dobbiamo provare a trarre insegnamento dalle nostre azioni e

trovare modi per vivere meglio nell’anno che verrà.

Andate a raccogliere mele.

Bevete sidro di mele caldo e speziato con cannella per onorare i morti.

Sotterrate una mela o un melograno nel giardino come cibo per gli spiriti che passano di lì nella loro strada verso la rinascita.

Imparate a fare e ad usare le rune, sono molto semplici da fare : in pasta di sale, col das, scritte sul legno, su ciottoli.

Guardate con gli amici il Rocky Horror Picture Show.

Fate delle zucche animate.

Fate una candela per gli spiriti ( E’ una candela bianca su cui avrete fatto cadere qualche goccia di olio di patchouli).

Mettete tre scodelle sul tavolo. In una mettete acqua, in una vino e una con terra. Bendate gli occhi ad un amico e fategli immergere le dita in una delle tre scodelle. L’acqua è successo, il vino è matrimonio e la terra è il lavoro. Avrete un piccolo responso.

Adottate una nuova bacchetta. Selezionate un albero e sceglietela tra i rami caduti.

 Regalate delle caramelle a dei bimbi che conoscete.

(Se lo fate per strada vi arrestano secondo me )

 Fate una festa dei morti.
Leggete le carte ad alcuni amici.

Cercate tutti i ragnetti nei paraggi il giorno di Samhain e salutateli. Chiedetegli di dare ai vostri sogni la resistenza della loro tela.

 Prima di andare a dormire, sedete di fronte a uno specchio in una stanza illuminata solo dalla luna o da una candela. Fate una domanda. Quindi tagliate una mela in nove pezzi. Mettetevi di schiena allo specchio. Mangiate 8 pezzi e il nono buttatelo dietro alla spalla sinistra. Quindi girate la testa sempre a sinistra e guardate nello specchio. Vedrete un’immagine o simbolo che sarà un responso.
 Indossate un vestito che rifletta ciò che volete si manifesti nell’anno nuovo.
 Buttate delle noci nel fuoco, se brucia senza problemi un vostro desiderio si avvererà.

Usatela come occasione, se non l’avete ancora fatto, per parlare di ciò in cui credete, senza paura o remore.

Giocate a nascondino.

 Fate delle pietre dei sogni, accompagnate da una preghiera di visione onirica.
Fate una riflessione personale sulla vita, sulla morte e la rinascita.

Appendere delle mele e la prima persona che ne morde una sarà la prima a sposarsi.

Aprite la porta di casa vostra e lasciatela aperta per cinque minuti, permettendo agli spiriti di Samhain di simbolicamente entrare.

Osservate le fiamme delle candele da voi accese. Se una diventa leggermente azzurina, forse un caro estinto è nei paraggi.

Fate dolcetto o scherzetto ai vostri amici e stupiteli.

Raccogliete noci con le mani se ne prendete dispari il vostro amore è infedele, se è pari vi è fedele.

Si dice che se dormite sotto un albero di biancospino a Samhain, le fate verranno a rapirvi.

Andate a caccia di funghi!

Fate una corda di strega.

Regalate ad un amico un piccolo regalo da sabbat.

Fate una festa di capodanno.

Andate vicino ad una quercia e bussate tre volte sulla corteccia.

Fate una maschera.

Fate una meditazione sulla vita passata. Avrete spunti speciali questa notte.

Lasciate del latte e miele per gli spiriti della foresta.

Bruciate dell’artemisia.

Comprate una tovaglia arancione e dei falzolettini neri.

Raccogliete delle erbe invernali e seccatele per le vostre dispense.

Fate un ghosttour.

Suonate una campanella alla mezzanotte del 30.

Prendete la foto di una persona che ormai non c’è più e ricordate il passato che vi faceva star bene.

Scegliete e incoronate una Regina dell’Inverno e un Re, le controparti di Beltane.

IMparate una nuova forma di divinazione, come le rune o la sfera o ancora la divinazione allo specchio.

Sedetevi in cerchio e raccontatevi storie spaventose, di paura.

Fate della divinazione, con qualsiasi strumento sentite appropriato.

Raccontate la storia di Demetra e Persefone.

Tagliate una mela sull’altare mostrando la stella e dite ” Questo è il frutto della vita, quindi della morte “.

Trovate un ramo di quercia, vischio, nocciolo, elmo, salice o betulla.

Guardate le foto dei parenti e antenati.

Raccontate le storie di ognuno.

Fate delle facce nelle mele.

Fate delle catene di mele, ottenute tagliando la carta, mettendo su ogni mela, il nome di una persona a voi cara ormai andata.

Legate un cordino come espressione di ciò che sperate che si manifesterà nell’anno che verrà.

Lasciate che questo sia il tempo tradizionale per fare candele per l’anno nuovo, riempiendole di colore, potenza, erbe e profumo a seconda della necessità e dello scopo.

Fate un bilancio della vostra vita, scrivete su un foglio ciò che vorreste andasse via e bruciatelo su una candela dell’altare.

Mettete dei melograni in bella vista, in una bella cesta.

fate una scopa

ah già.. dimenticavo la/le fonte/i..